Molti saranno rimasti perplessi in un primo momento nel vedere la borsa “Ikea” nella collezione primavera estate di  Balenciaga, ma, ormai è già diventata un must have, perché è questo che fa Demna Gvasalia, anche creatore e direttore di Vetements, mette la moda in discussione, la sua simbologia, trasformando l’ordinario in straordinario e invitando i suoi consumatori a prendere parte in questa alchimia, anche si devono traslocare da un’altro brand.

Vetements è nata nel 2014, dall’idea dei fratelli Guram e Demna Gavasalia, che insieme ad altri 5 amici, compagni di lavoro di Demna nella Maison Margiela, tutti delusi e con una nuova visione sulla moda e del suo rapporto con la società. Le tendenze e quello che viene proposto in passerella, nascono dalla strada e cultura urbana, da internet, da una critica viva alla società e da una visione psicologica dell’indumento.

La sua visione di futuro, Demna chiaramente l’ha trasportata a Balenciaga. La borsa Ikea per Balenciaga, oltre alla provocazione, non è una scelta a caso, perché la comunicazione di Demna è molto simile a quella di Ikea, utilizzare il design per migliorare le cose e trasmettere l’emotività tramite questo.

 

Vetements: la moda sensitiva e la psicologia della stoffa

La società è stata, ed è tuttora, travolta in un’epoca di incertezza, in cui i sistemi che erano in vigore stanno cambiando rapidamente, e il modo in cui i consumatori rispondono al mondo che li circonda è anch’esso in continuo mutamento. Capire e saper rispondere a questi mutamenti è un lavoro arduo e lo vediamo di continuo da come il mondo del fashion cerca di rapportarsi ai consumatori,  innumerevoli prove e tentativi senza la certezza di successo, perché la tendenza è consumare sempre meno e lo spirito critico del consumatore cresce.

IL successo che ha avuto Vetements in cosi poco tempo, si deve principalmente alla lucidità di analisi del brand, che comprende le voci principali dei suoi consumatori.

Vetements comprende questo momento di profonda riflessione,  il bisogno di una “moda politica” dove un indumento rispecchia in pieno un’interpretazione del momento attuale, le sue incertezze, diventando la moda manifesto di consapevolezza e dell’attuale vera necessità di ribellione all’estetica.

Questo fa Vetements: si propone come guida nella distopia moderna con le sue grande misure e bellezza quasi grottesca, questionando simboli e appartenenze.

 

Vetements e la moda delle grande misure

 

Vetements cosi come gli enormi maglioni di Raf Simons, indaga sull’estetica e del rapporto e comunicazione del uomo con lo spazio che lo circonda, mettendo in discussione le misure e definizione di “buona estetica”.

Guardando le enorme tute di Vetements, è quasi impossibile non pensare alla tuta di Ernesto Thayaht, creatore di questa, dove la creazioni dell’indumento ha un profondo rapporto con il futuro e nel caso di Vetements in antitesi alla ricerca di funzionalità di Thayaht, ma con la stessa profonda domanda di cosa sia la democrazia.

La caratteristica delle enormi misure proposte da Vetements e Raf Simons, ha la pretesa di interferire con gli automatismi quotidiani. Dopo tutto, se un indumento copre le nostre mani, principale canale di lavoro, allora siamo quasi in difficoltà ad usare e fissare lo  schermo dello smartphone o a digitare sul computer per esempio.

Nell’era della sorveglianza onnipresente, possiamo avere un rifugio e rispetto della privacy negli enormi cappucci delle felpe. Dichiarare il nostro rifiuto e non voglia di comunicazione,  nascondendo le nostre mani e occhi. L’occultamento è auto difesa.

All’interno di enormi vestiti, ci facciamo vedere ancora più piccoli. Vetements vuole assicurarci un nido, ricordando di come era indossare il vecchio maglione d’un genitore. Si tratta di un rifugio confortante nell’infanzia, e una breve tregua dall’incertezza. Ma le grandi misure aiutano anche ad occupare più spazio, come molte creature che si difendono dai predatori apparendo più grandi di quello che realmente sono, uno dei più vecchi trucchi della natura. 

 

Vetements e il rapporto con l’estetica

Nel mio post “L’effetto Vetements: Sei diversa? No, sei unica proprio come tutti e sei cool” avevo già parlato della tendenza a una ribellione ai modelli estetici imposti e di come Vetements abbia portato questo in passerella, difendendo il valore dell’unicità e del multiculturalismo, come si nota nella scelta dei suoi casting inclusivi. Legge il mio articolo.

vetements

vetements

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Pantalone felpa dorata by Iran Santos

 

 

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