Ti senti diversa? E chi non ha mai provato questa sensazione, questo timore fa o ha fatto parte di tutte noi in qualche momento della nostra vita. Non è una paura soltanto legato all’adolescenza quella di essere diversa, si presenta in diversi momenti lungo la nostra vita.

La mia generazione, quella dei millenials come quelle precedente, è cresciuta dovendo rispettare e rientrare in vari parametri per essere catalogati “nella norma”.

E in fatto di moda, noi millenials e la generazione precedente, abbiamo vissuto in pieno il boom della logo-mania e la rassicurazione delle omologazioni ostentate.

Proviamo ancora ad  imporre queste idee sballate ai nostri figli, facendo finta di ignorare (tra una dose di xanax e l’altra), che siamo delle prove viventi che non funzionano, trasbordiamo delle scatole, non sei diversa tu, siamo tutte, perché certi parametri, non servano ad altro, se non a creare il senso di inadeguatezza.

L’altro  giorno una mamma mi raccontava la pressione della scuola sulla sua bimba, perché la piccola di 9 anni è troppo timida, riservata e troppo diversa dalle coetanee. Ormai la bimba è seguita da un psicologo da due anni, perché “strana”. Va bene a scuola, anzi, è bravissima. Ma, il contatto con le coetanee secondo la scuola, non è abbastanza interattivo e nella norma.

Dopo due anni di terapia, la mamma ormai si è posta la domanda, ma, cosa c’e di cosi grave nella sua bimba? E veramente cosi anormale se preferisci leggere in cameretta che fare danza come tutte le sue compagne o frequentare tutte le feste di compleanno? Si, è di poche parole e non ama esternare troppo i suoi sentimenti, ma non sarà semplicemente la sua personalità?

Anch’io sono stata la bambina”strana”, quella diversa, timida, grassetta, con un fratello più strano ancora e non sono qui? Alla fine tra le mie ex compagne, sono quella che più ha viaggiato, e molte volte da sola, e non sono sopravvissuta? Essere “strana”, anche quello non dovrebbe essere un diritto?

 

Ci stiamo stufando, vogliamo solo verità

Dopo esserci bombardati di modelli di bellezza irraggiungibili, della corsa alla gioventù a tutti i costi, o di ideali di perfezione irreale, la verità è chi ci stiamo stufando delle bugie. Le nuove generazione e anche la mia, iniziano a capire che siamo molteplici e non classificabili, siamo diversamente giovani, diversamente etero, diversamente abili,  semplicemente diversi uno dagli altri e questo è bello…

Come avevo già scritto nel mio post “Paura di invecchiare?Tranquilla,15 donne ispiratrici ” crescon sempre di più le donne che si liberano delle stereotipi, e vivono in pieno la bellezza della maturità, libere e aperte alle nuove opportunità. Fanno diventare la maturità il loro punto di forza e non un problema. Si può avere fortuna più grande di aver vissuto a lungo? Portare con se esperienza non è la cosa più affascinante? Allora, perché per tanto tempo hanno voluto convincerci che invecchiare è brutto? Sempre di più ci poniamo queste domande e non abbiamo più voglia di subire le dittature irreali dei media su cosa sia bello.

Cresce la tendenza delle modelle non convenzionali, vediamo sempre di più presente nei media la bellezza classificata diversa, ma, che non è altro che quella della normalità. Dalle campagne che aboliscono l’uso pesante del photoshop alle donne e uomini “normali”.

Per normali si intendono tutte le sfumature del’essere umano. La modello Winnie Harlow che ha fatto scalpore per avere la vitiligine in una edizione del reality America’s Next Top Model e poi diventata il volto di Desigual non è l’unica.

La modella plus size  Tess Holliday la prima a firmare un contratto con una grande agenzia di moda, la Milk Model Manegement o la modella Candice Huffine la prima modello plus size a posare per il calendario Pirelli, hanno aperto le porte per molte altre, cosi come il modello Zach Mikoche ha guadagnato notorietà nella sezione “big and tall”, grande e alto del negozio Target.

Ma, il termine plus size anche questo non è un’etichetta? La modella Australiana Stefania Ferrarioattuale volto e porta voce del brand di lingerie di Dita Von Teese, ha iniziato una campagna #droptheplus, proprio per combattere queste definizioni. Lei che non è una taglia plus size e neanche una 34, desidera rompere con queste classificazioni, e difende una visione più inclusiva dell corpo femminile.

Concordo in pieno con le idee di Stefania Ferrario, perché dobbiamo per forza volere classificare e dividere l’essere umano in categorie? Non facendo altro che alimentare l’effetto “sono diversa”. Non è ormai il momento di dire basta, non siamo categorie, prodotti da aggiungere nel carrello della spesa?

 

L’effetto Vetements: Sei diversa? No, sei unica proprio come tutti e sei cool

 

Vetements è un collettivo di moda,  guidato da Demna Gvasalia, e formato da otto stilisti che non si capisce molto chi sono, preferiscono non comparire.

Vetements ha l’intento di ribaltare il mondo della moda, questionando la maniera su  come e perché consumiamo. Una delle caratteristiche del brand è il suo casting inclusivo, anche se in collezione passate, hanno ricevuto delle critiche per la mancanza di modelli di colore in alcune sfilate. Vetements nella sfilata autunno-inverno 2017/18, si è corretta in questo senso però.

Nella ultima sfilata ha ribadito le sue certezze, quella che l’ispirazione e modelli da seguire, non è più dettata dalle passerelle, ma, il contrario, i designer devono guardare fuori e capire davvero il mondo come va.

E nel mondo vero le persone sono magre e grasse, bianche e nere, sciure e managers che si infilano di corsa giacche di misura sbagliata. L’intento di Vetements è profondo, si interroga sul valore di un abito e il quanto una persona possa aggiungere valore a questo, trasformando l’ordinario in straordinario.

Vetements fa luce sull’attualità, mentre in passato eravamo divisi tra “tribu”, quelle dei punk, dei metallari, clubber… Abbiamo vissuto il forte impatto delle culture underground e oggi questo è inesistente. Diventiamo sempre di più trasversali, e si vede da come ci vestiamo, un mix di tanti generi e culture molto diverse tra di loro.

 

Vetements  autunno-inverno 2017/18

 

Vuoi mantenerti sempre informato sulle novità del blog? Iscriviti alla mia Newsletter e partecipa ai miei concorsi gratuiti per vincere bellissimi premi 😉

 

 

Inoltre vi consiglio di leggere...

2 comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *