Rabbia bambini? E si, quale mamma non si è mai trovata davanti a un figlio piccolo urlante che si butta a terra e non vuole capire quello che cerchiamo di spiegare? Sono momenti che ci mettono alla prova e anche se abbiamo letto e riletto  libri e manuali di educazione infantile, molte volte non sapiamo come comportarci.

Esistono bambini che per fortuna sanno gestire questo sentimento meglio degli altri ma cosa fare se i nostri non sono tra questi e hanno spesso scatti di rabbia, sentendosi afflitti e persi con questo leone di fuoco che esce dalla gola? Il mio bambino una volta l’ha descritto proprio così questo sentimento che si appropriava di lui, un leone di fuoco, che gli bruciava dentro e usciva dalla bocca in forma di urli, con tanto fuoco, degno dei peggiori dei draghi.

Cercando un modo di spiegare che questo leone di fuoco l’abbiamo tutti noi, chiaramente chi più chi meno, ma è un sentimento umano, chiaramente va gestito e domato, ho trovato un libro molto chiaro per i bambini e una pellicola che è diventato uno dei miei film preferiti, tanto che da 3 anni la vediamo almeno una volta l’anno, perché ogni volta ci svela qualcosa di nuovo, non solo per il mio bimbo ma anche per me.

Rabbia bambini: Un libro che racconta ai piccoli questo sentimento

Che rabbia! Il libro di Mireille d’Allancé  pubblicato nel 2000, racconta la storia di Roberto che dopo aver risposto male al papà e non volere mangiare gli spinaci, si chiude in camera, dove vede materializzarsi questo enorme mostro di Rabbia che distrugge la sua cameretta. Roberto rimane male nel vedere tutta la distruzione che ha provocato quello mostro e si affretta a mettere tutto apposto e piano piano il mostro diventa sempre più piccolo fino che Roberto riesce a metterlo dentro a una scatola.

E così abbiamo iniziato a fare anche noi, abbiamo creato la nostra scatolina della rabbia, dove dopo un scatto d’ira, riuscivamo a immaginare questo mostro di rabbia e a parlare con lui, facendolo diventare piccolo e ordinandolo di entrare nella sua scatolina.

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Un film per imparare a gestire la rabbia, Nel paese delle creature selvagge: Un viaggio fantastico nei nostri sentimenti

Il film Nel paese delle creature selvagge diretto da Spike Jonze è la versione cinematografica del classico della letteratura infantile anglosassone Nel paese dei mostri selvaggi, scritto da Maurice Sendack pubblicato nel 1963.

Come ho detto sopra mi piace riguardare questo film con il mio bimbo dopo un determinato tempo, poi ogni volta riusciamo a trarne dei messaggi nuovi. Spike Jonze, anche se ha ricevuto non sempre critiche positive per questo adattamento, per me è riuscito a creare un film bellissimo e sincero, riuscendo a trasmettere tutte le emozione di Max, il personaggio centrale, un bambino fantasioso che attraversa un periodo difficile nella sua infanzia, come la separazione dei genitori, il nuovo rapporto della mamma, il distacco della sorella che è in piena adolescenza, la solitudine e la rabbia.

Max dopo uno dei suoi scatti di ira sempre più frequenti, scappa di casa e prende una barchetta che lo porterà in un mondo fantastico, direttamente nel paese delle creature selvagge. Li troverà e farà amicizia con delle creature che simbolicamente incarnano e mischiano i sentimenti umani, come la gelosia, permalosità, rabbia, egoismo… chiaramente i mostri sono una caricatura delle persone che circondano la vita di Max e anche dei sentimenti umani e dei giochi di questi.

Max per evitare d’essere mangiato dai mostri, dichiara di essere un Re venuto da un-altro mondo promettendo ai mostri che li farà restare tutti sempre insieme e finalmente felici per sempre.

Non ci vuole tanto a Max  per capire che accontentare tutti sempre è impossibile, ogni creatura da questo mondo fantastico è in preda a forte motivazione e emozione diverse. Il mostro Carol ( che molto a che vedere con Max) è sempre estremamente autoritario e egoista, colpendo con la sua rabbia tutti,  non volendo capire che gli altri hanno delle esigenze diverse delle sue, come il bisogno di libertà e di crescita personale.

Max così capisce che, anche se doloroso da ammettere, non possiamo realizzare tutti i nostri bisogni e desideri, che crescere vuole dire anche accettare le imperfezioni della vita e in un momento come questo che viviamo, dove tendiamo a spingere sotto il tappetto tutte le differenze e i dolori, questo è un messaggio importante, non possiamo evitare tutte le difficoltà ai nostri figli, purtroppo dovremo permettere anche a loro di soffrire.

Max, dopo dover svelare alle creature che lui non è veramente un Re e che non ha il potere di farli felici per sempre, decide di tornare a casa.

Dopo questo film anche noi torniamo a casa con Max più maturi, ricordando che questa vita è un viaggio, si difficile ma rapportarsi agli altri vuole dire anche rinunciare e adattarsi,  accettando anche i momenti di tempesta e principalmente di amare gli altri per quello che sono.

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