Non sono perfetta, mi devo preoccupare?

Non sono perfetta e chi lo è? Un’ ovvietà vero? E invece abbiamo fatto in modo che l’ansia di perfezione e del controllo diventasse la grande malattia dei nostri tempi, chi  più, chi meno, ma soffriamo tutti.

Vogliamo essere madri perfette, bellissime, amiche e amanti esemplari, lavoratori efficienti e contesi da tutti… felici a tutti costi.

Chi di noi non ha iniziato un nuovo anno con una lunga lista di obbiettivi da conquistare, desiderando essere padroni del destino, si perché il sogno di tutti i perfezionisti è proprio quello, tracciare una linea e seguirla a tutti i costi… se  avessi abbastanza soldi non assumeresti anche tu un life-coach, qualcuno che, con le sue teorie e tecniche a basso costo ti portasse dritto al successo?

Credo che i life-coach siano una nuova droga, conduttori di un gregge di pecore ossessionate dalla perfezione, piegati a riverire il Dio denaro, pecore pigre alla ricerca di formule e schemi confezionati. Prima avevamo i venditori di spiritualità, ora vendono il successo.

La mia vulnerabilità è la migliore parte di me

Il giorno che ho buttato nel cestino la mia lista di propositi, che poi erano gli stessi di almeno 3 anni prima e finalmente ho smesso di rincorrere obbiettivi lontani dalla mia personalità, ecco… mi sono sentita meglio. Perché se per 3 anni non ho concluso quello che mi ero prefissa, può darsi che non erano veramente per me, imparare ad accettare le sconfitte o semplicemente accettare che non  si deve per forza avere le certezze comuni, ecco, questo libera.

Credo che molte volte abbandonare il timone e lasciare che la nave vada dove conduce la marea, abbandonarsi alla vita, faccia bene. Accettare i disguidi e avere la consapevolezza che ogni tempesta che si abbatte sui nostri piani , sia un’opportunità di imparare qualcosa.

Per esempio, i miei viaggi più interessanti e che mi hanno regalato davvero qualcosa, son quelli non pianificati, pieni di imprevisti i difficoltà. Qualche volta sono andata in bellissimi resort, dove tutto seguiva un programma perfetto e di questi viaggi poco mi è rimasto nel cuore.

Invece quando ho fatto il Cammino di Santiago, partita senza la minima organizzazione, tanto che non avevo portato neanche il sacco a pelo, che ho potuto comprare soltanto dopo due notti di freddo,  ho assaporato un viaggio pieno di intoppi, ma chi mi ha regalato la vita.

Li ho abbandonato tutti i piani, camminavo finché riuscivo e dormivo dove capitava, ho conosciuto persone che provavano a cambiare vita, magari dopo un lutto o a uscire da una vita sterile, sono stata con persone che, come me, provavano ad abbandonare l’esasperata ricerca di un ordine.

A modo suo, tra mille imprevisti è diventato il mio viaggio perfetto, risvegliandomi. Ero tornata viva, si perché nulla è più vivo dell’ imperfezione.

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La selezione genetica e la illusione: dal campo di grano all’uomo

In Brasile abbiamo immensi campi di grano e di canna da zucchero, incredibile osservare la loro similitudine, stesso colore, tutti della stessa altezza e quando viaggi per strade che dividono questi campi, sembra di viaggiare affiancando enormi specchi. Campi “perfettamente guariti” con la mutazione genetica e la chimica, piante che crescono in una terra già morta.

Così come nell’agricoltura indottrinala alla finta perfezione che soddisfi le masse, continuando a far lievitare le solite tasche ingorde, passando sopra tutto, deprezzando la natura, il desiderio di perfezione in ogni ambito delle nostre vite, uccide l’amore e l’anima.

Ultimamente mi ha fatto molto pensare la storia di una coppia gay in Brasile che ha adottato un bambino con deficienza che è stato ricusato da più di 1000 coppie eterosessuali, perché non “perfetto”.

La coppia omosessuale che ha adottato il bimbo con idrocefalia racconta che tutti si soffermavano a elencare le cose che il bimbo non poteva fare, dimenticando quelle di cui era capace, come  essere un figlio affettuoso, sorridente e pieno di volontà. Ma il principale motivo per volere conoscere il bambino e poi volerlo adottare, è che si sono ricordati che la vita non è perfetta e se lui fosse stato un figlio naturale magari non avrebbero potuto scegliere, perché nella vita non possiamo dettare sempre le regole.

Si sono ricordati che anche loro non erano la “coppia perfetta” e si sono interrogati nel profondo su cos’è davvero la perfezione se non l’amore spogliato dalle pretese?

 

La legge americana HR 1313: la discriminazione genetica

La legge HR 1313  presentata al congresso americano dopo l’elezione di Trump, con l’appoggio del intero partito repubblicano, dovrà riformare il funzionamento dei cosiddetti programmi benessere gestiti dalle compagnie assicurative, obbligando il lavoratore a sottoporsi anche a un test genetico.

Negli Stati Uniti, le aziende pagano le spese sanitarie dei loro dipendenti, e se un funzionario è in salute, chiaramente il suo costo è minore. I programmi benessere esistono per mantenere sani i dipendenti… in poche parole i dipendenti sono obbligati ad essere nella loro migliore forma. Finora questo test non era obligatorio, ma con la legge 13-13 dovrebbe diventarlo e chi si nega a fare gli esami e test del DNA, dovrebbe pagare una multa salata, migliaia di dolori.

La legge HR 1313 ha come missione ridurre i costi delle coperture sanitarie e uno dei suoi principali rischi è che colui che ha predisposizione a certe malattie, abbia una polizza sanitaria più costosa o un lavoro sottopagato. Una vera e propria discriminazione genetica, non saprei si non chiamarla una legge nazista.

Faremo finta di dimenticare che nessuno è perfetto? Per questo mi dico ogni giorno: non sono perfetta e questo salverà il mondo.

 

 

 

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