Solo a sentire escursionismo, trekking, alpinismo, peggio ancora d’ inverno, sinceramente, per una pigra come me, compare già lo sgomento mischiato con la pigrizia… Ma, non sono sempre stata così, anni fa ho fatto il cammino di Santiago di Compostela e già subito nel mio primo giorno di camminata, ho fatto il valico dei Pirenei fino a Roncisvalle. Ho impiegato 45 giorni per arrivare alla meraviglia di Santiago di Compostela, e , ogni giorno, scoprivo sempre più il grande piacere di camminare, la libertà e la gioia d’addestrare il mio corpo e mente alla fatica giornaliera.

Mi sono promessa di ritornare un giorno con il mio bimbo e spero tra 5 anni di  realizzare questo sogno. Ora vorrei ricominciare con l’escursionismo e trekking, ma, dove trovo il coraggio? Dopo tanto tempo ferma o meglio sedentaria, mi sembra una impresa già tornare a piedi dal supermarket con la spesa…

Sono una di quelle che deve sempre trovare esempi ispiratori, che, tra l’emozione e la carica, mi obbligano a farmi la domanda, posso farlo anch’io?

Ho trovato tre storie di come vivere in modo diverso la natura, il trekking in montagna e l’escursionismo. Anche se credo che non sarò mai un’alpinista, sono grandi esempi di forza di volontà, determinazione, creatività che in questo momento mi servono. Voglio condividerle con voi.

L’alpinista che ha scalato le più grande montagne del mondo senza vederle

Erik Weihenmayer, alpinista americano è un grande esempio di volontà. Per colpa di una malatia degenerativa della retina, è diventato completamente cieco a 13 anni d’età. Ma, non ha lasciato che la disabilità avesse la meglio su di lui, con l’appoggio di un’associazione per persone affette da deficit visivi, ha iniziato a fare escursionismo e alpinismo. Oggi Erik ha già conquistato le 7 cime più alte dei 7 continenti, che includono il monte Everest, il più alto del mondo, primo non vedente a conquistarlo, il 25 maggio 2001 a trentadue anni. È soprannominato l’Uomo.

Chiaramente ha dovuta adattare varie tecniche per riuscire a scalare le montagne soltanto con il tatto, con un bastone è riuscito a capire, tramite la vibrazione del ghiaccio, se fosse quello giusto o no per fissare il chiodo.

Lui racconta nel suo libro In vetta a occhi chiusi. Autobiografia di un alpinista cieco la sua storia e di come sia riuscito a superare ogni limiti che la vita sembrava voler imporgli.

 

Non riesci a dormire? Il ragazzo che per risolvere l’insonnia va a dormire sulle montagne

Quando ho trovato la storia del fotografo sloveno  Simon Trnkasono rimasta dal primo momento perplessa, lui racconta che sempre ha amato viaggiare, principalmente sulle montagne e faceva veramente fatica per addormentarsi negli alberghi. La soluzione? Prender la sua camera fotografica, il suo sacco a pelo e salire le montagne. Trova impagabile poter dormire guardando le stelle e il suo risveglio è con vista spettacolare. Lui ha già contagiato gli amici con la sua idea.

Dubbi? Guardando le foto meravigliose nella sua pagina Facebook sinceramente lui mi ha quasi convinta… Quasi.

Quando la fotografia ti porta a salire la vetta del mondo

 

Il fotografo Max Rive letteralmente andrebbe in vetta al mondo per la foto perfetta. Audace e privo di paura, scala le montagne più alte per scattare le meravigliose foto di tramonti, aurora boreale, arcobaleni, fiumi cristallini… in foto panoramiche, con il tempo di posa lunghissimo, fa risaltare ancora di più i colori e dove lui, piccolo piccolo, fa vedere l’immensità della natura selvaggia e incantata.

Max Rive ha fotografato Alpi, Dolomiti, Norvegia… Il suo sito merita una visita, rimarrai estasiato della grande dose d’avventura e della tecnica perfetta nel cogliere immensa bellezza.

escursionismo

 

 

 

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