E se io semplicemente non volessi essere magra? Con questa domanda mi sono svegliata in questa mattina di lunedì, il lunedì delle promesse e speranze dell’ inizio d’ una fatidica dieta… Odio il lunedì, tutti i lunedì che mi hanno fatto sentire meno padrona di me stessa o mi sentivo derubata di cose buone…

Non sono mai stata “magra vera”, i periodi in cui  lo sono stata, mi sono costati la mia serenità… Da piccola non ero preoccupata dal mio peso, sono stata una bambina paffutella felice, la prima volta che sono stata messa a disagio con il mio corpo è stato dopo il primo bacio: il ragazzino che mi ha baciata era il classico bello fighetto della scuola, dopo che mi ha baciato di nascosto mi ha raccomandato di non raccontarlo a nessuno;non voleva che gli altri sapessero che a lui piaceva la ragazzina cicciotella… Perché una quarantenne sta a raccontare queste storie stolte prese dal fondo del baule? Perché sono queste che ti segnano l’anima e molte volte diventeranno il filo conduttore della novella della tua vita. Tutte le volte che piango, a piangere è  la ragazzina che porto con me come un scomodo zainetto.

Quando mi sono innamorata dal mio primo fidanzato ho fatto io il passo avanti, lui mi ha detto sorpreso che ammirava una ragazza con il mio coraggio, una “grassottella” che si fa avanti, ha sparato tutte quelle frasi che poi ho ascoltato tutta la vita: hai un sorriso bellissimo, non preoccuparti a tanti piace quella più in carne, ti basta solo perdere qualche kg… Ero distrutta, ma, come nelle peggiori commedie americana, ho urlato vendetta, sarei dimagrita e l’ avrei avuto e punito… E cosi è stato, sono dimagrita e sono stata con lui per 5 anni, ma, a pagare ero io, in quel rapporto in cui ero diventata la ragazza “perfetta”, ho fatto nascere dentro di me un mostro. Non sono mai stata anoressica, ma sono stata per metà della mia vita bulimica, senza che se ne accorgesse nessuno, non mi sono mai ridotta a pelle e ossa, ero magra negli standard “normali” ,da non sollevare sospetti. Nei periodo in cui non avevo nessuno, smettevo e ingrassavo, se mi innamoravo iniziavo a vomitare, dimagrivo e mi fidanzavo. Per 20 anni ho avuto una bilancia nel bagno e su di quella salivo almeno 50 volte al giorno, stavo davanti allo  specchio a provare abiti per ore e nessuno mai ha trovato nulla di strano,  il mio mostro era protetto dal: “sai, le ragazze sono così”… Ho impiegato tanto tempo per liberarmi da quell’altra che soggiornava dentro  me e ci sono riuscita a fatica, perché credevo pienamente che mi regalasse felicita’ ,cosa purtroppo vera.

Il mio mostro si è allontanato lentamente, dal momento che capivo che sono sempre stata ingannata da tutti: dai miei esempi, dalla mia educazione, dai media, dalla religione, dai miei uomini… Che siamo educati all’ infinita insoddisfazione, la insoddisfazione vende di più, la insoddisfazione ti fa piegare la testa… non accontentarsi mai regge la economia… E noi siamo semplicemente quello, acquisitori… Nessuna campagna pubblicitaria sarà più efficiente e redditizia di quella che farà crescere in te dubbi: sono abbastanza bella? Sono abbastanza cool? Sono abbastanza magra? Sono abbastanza alla moda? Sono abbastanza sexy? E quella lacuna, quel dubbio sarà riempito da cose, che momentaneamente ti faranno quasi credere di si.

La figlia d’ una mia amica è bulimica e si taglia:crescere oggi fa ancora più male, vedo le bugie che mi hanno propinato, ancora più rafforzate e amplificate, dare una forma, una visibilità a tutto questo dolore e insicurezza è sempre più frequente, diventa un sfogo, una necessità.

E noi cosiddetti adulti, non siamo un esempio da seguire, egoisti, nella mischia a lottare con la superficialità.

Vorrei dire qualcosa a quella ragazza, dovrò dirlo anche al  mio bambino che cresce, ma, sinceramente non so bene da dove iniziare… Magari ricordando che non esistono differenze tra maschio e femmina, possono avere  stessi gusti e le stessa sensibilità. Che  esempi di donne e uomini proposti dai media non corrispondono  alla realtà, che siamo più vari di quegli esempi. Anch’io ho una enorme colpa, già che sono una fotografa e produco immagini che non corrispondono alla realtà e devo assolutamente cambiare rotta.

Dobbiamo smettere con assurde classificazione, ci sono ragazze bravissime a programmare e a produrre videogiochi e ci sono ragazzi che adorano fare la manicure alle loro ragazze… Non dobbiamo avere l’obbligo di volere essere “belle”, a tante non può fregare di meno e non è un problema: si interessano ad altro…

Io questo lunedì avrei programmato di iniziare una nuova dieta, ma, anche questa “semplice decisione”, comporta una profonda riflessione e un colloquio con le varie sfaccettature di noi stesse: posso garantire che se ci pensi bene, non è così semplice.

Consiglio un bellissimo documentario che avrebbe fatto comodo nella mia crescita ( su Netflix) Miss Representation: Racconta come la rappresentazione stereotipata delle donne sui media contribuisca alla loro sotto rappresentazione nelle cariche di potere.

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Questo articolo è disponibile anche in: Portoghese, Brasile

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